Menu principale:
EVENTI EVS
“Mi ritorna in mente”
MEZZO SECOLO FA
A SUVERETO
Storia fotografica di vita vissuta
di Adolfo Bellatalla
E’ una curiosità contagiosa quella del riconoscere se stessi, familiari o amici in vecchie foto. Visto il successo di alcune iniziative passate, sarà allestita tutta una serie di mostre fotografiche utilizzando lo sterminato archivio di seimila negativi e positivi realizzato con certosina precisione da Adolfo Bellatalla sul periodo che va dal 1953 al 1955, quando faceva il fotografo a Suvereto. A questa iniziativa è stata aggiunta una finalità di beneficica in favore di due missionarie suveretane, Grazia Micaelli che opera in Bolivia e Beatrice Paternò in Perù. Infatti si potranno ordinare le foto in bianco e nero che interessano fra quelle delle varie mostre e dell’intero archivio, aperto al pubblico, e il ricavato andrà appunto in beneficenza.
Saranno cinque le mostre che si susseguiranno, per quindici giorni di durata ciascuna, con intervallo di una settimana circa, sotto un unico titolo “Mi ritorna in mente”, suddivise in vari settori. La prima è stata inaugurata sabato 1 settembre nella Galleria Evio Martelli con il tema “I giovani di ieri e le feste da ballo”. Uno spaccato degli anni ’53 e ’54 in un piccolo paese, quando la realtà giovanile aveva tutt’altri ritmi e divertimenti, ma il ballo era sicuramente quello principe. Apriva a Suvereto il Cinema Garibaldi che organizzava anche i famosi “veglioni”, così come resisteva ancora per diversi anni il dancing all’aperto “Piccadilly”, dove ora c’è il supermercato Conad.
Oltre alle foto di Suvereto, Bellatalla ha immortalato in quegli anni anche le feste da ballo alla famosa Capannina di San Vincenzo, a Sassetta e al Vittoria di Venturina. Adolfo Bellatalla era allora un ragazzino di 17 anni che ereditava la passione dallo zio Gino Garnini (faceva il sarto e il fotografo). Cominciò con una piccola Comet, poi passò ad una Perla, alla Super-Ikona Zeiss, per arrivare alla Laika.
Nel ’56 Bellatalla si trasferì a Milano dove fece per tanti anni il cameraman in quel centro di produzione Rai. Rispetto allo zio aveva introdotto a Suvereto la grande novità del flash che funzionava, allora, con capsule al magnesio con tanto di fiammata dopo lo scatto, tanto che una volta gli presero fuoco per un attimo i capelli.
La seconda mostra tematica verte sulle domeniche calcistiche al “Beccaccino”, prima che la Tv facesse registrare il netto calo di presenze attuali, unite alla Suvereto su due ruote. Un’altra mostra sarà dedicata a Don Angelo Biondi, per 40 parroco di Suvereto, e le sue colonie di Castiglioncello di Bolgheri, seguita da una sulle feste dell’Unità e il Carnevale suveretano, per finire con la campagna e la scuola.
Una delle più belle e simpatiche iniziative nell’ambito del “40°” della Sagra, col consenso unanime della gente locale.